Premessa

Nel 1998, mio fratello aveva risposto ad un annuncio di lavoro da parte della società Sergeni di Milano. Si era presentato al colloquio ed ha iniziato subito a frequentare un corso di programmazione ABAP per SAP. Io non avevo nemmeno idea di cosa fosse ma ero contento per lui che aveva trovato lavoro abbastanza facilmente. Dopo qualche mese la situazione era che lui era decisamente felice del suo lavoro mentre io continuavo a lamentarmi del mio e così mi ha organizzato un colloquio presso la sua società perchè c'era molta richiesta di programmatori.

Inizio

Ho fatto il colloquio nella primavera del 1999, ricordo in particolare che la proposta economica era di cinquecentomila lire in meno di quello che guadagnavo nella società in cui lavoravo ma avevo i buoni pranzo che non avevo mai avuto prima. Mi era stato proposto un piano per incrementare il mio stipendio ma ho bloccato il discorso dicendo semplicemente che preferivo affrontare un passo alla volta e che avrei voluto essere pagato in base alla mie capacità senza accordi presi in partenza. Durante i primi giorni del corso sono rimasto seriamente spiazzato: il linguaggio non mi è sembrato complesso ma alcuni concetti di base erano completamente differenti dal mio solito modo di programmare e quindi ho avuto difficoltà a capire il funzionamento di alcune istruzioni. Comunque alla fine del corso mi sono sentito subito pronto per affrontare le prime uscite dai clienti in compagnia di colleghi più esperti e dopo poche settimane ho iniziato la mia esperienza in Pirelli che è andata avanti per cinque anni. Avevo fatto ridere il mio capo perchè quando il capo progetto del gruppo di consulenti in Pirelli mi ha chiamato dicendomi che avevano un problema (c'era da sostituire una persona), avevo risposto che ero al corrente della situazione e che io ero la soluzione. Non volevo fare l'arrogante anche perchè non avevo nessuna esperienza in questo campo, ma evidentemente non ho scelto le parole migliori per presentarmi. In ogni caso, la presentazione è andata abbastanza bene e non ho mai riscontrato nessun problema particolare durante la partenza di questo nuovo progetto.

Contatti

Non ho particolari ricordi legati alla società Sergeni perchè una volta finito il corso non ho avuto molte occasioni di passare in sede. Qualche volta consegnavo la nota spese e ho partecipato ad una cena aziendale, ma la mia attività è sempre stata svolta presso il cliente finale. Ci sono stati almeno due episodi legati alla mia partita Iva, simili a quelli successi con Sergeni. Non ricordo i nomi delle società che mi hanno contattato ma mi è rimasta impressa la loro proposta. Nel primo caso, una consulente in Pirelli mi aveva invitato a fare un colloquio presso la sua società nel centro direzionale Colleoni di Agrate Brianza. La richiesta era quella di lavorare presso i loro clienti, sempre con un contratto a partita Iva, ma ad una cifra esageratamente bassa. La motivazione di questa proposta era che avevano bisogno di aiuto per far partire un progetto che mi avrebbe visto protagonista e quindi ne avrei beneficiato in un secondo momento dal punto di vista economico. Dato che non sono stato particolarmente colpito dall'importanza del progetto, ho preferito prendere tempo e ho rifiutato telefonicamente qualche giorno dopo. Il fatto che mi ha insospettito maggiormente è stato il modo quasi supplichevole con cui è stato richiesto il mio aiuto che mi ha fatto pensare che non ci fosse una società abbastanza forte su cui fondare ogni tipo di progetto. Il secondo caso è stato un po' più complesso e forse avrebbe bisogno di considerazioni molto più profonde. Cerco di riassumere nel modo più breve possibile. Sempre durante il mio lavoro in Pirelli sono stato accompagnato da un collega presso un suo parente che era proprietario di una società di consulenza. Il colloquio è stato molto veloce: mi è stata presentata la possibilità di lavorare presso clienti nuovi dislocati in tutto il mondo, sottolineando la forte opportunità di lavorare in Australia ma la tariffa proposta era quasi la metà di quella offerta dal cliente attuale. Ho ringraziato per la proposta ricevuta in quanto non avevo mai nascosto il desiderio di lavorare all'estero e probabilmente avevo anche manifestato la preferenza di visitare posti nuovi e lontani piuttosto che rimanere nella vecchia Europa. Ma non ero nemmeno riuscito a nascondere la mia sorpresa di fronte ad una proposta economica che fosse dimezzata rispetto a quella attuale. Anche in questo caso la risposta non è stata molto convincente: quelle erano le possibilità per cui si poteva solo accettare o rifiutare. Ho rifiutato e ho continuato a chiedermi per diverso tempo come era possibile riuscire a formulare delle proposte di collaborazione in termini così vaghi e soprattutto con condizioni economiche decisamente inferiori a quelle attuali.

Episodi particolari

Durante il periodo in cui ho lavorato per la Pirelli, ho ricevuto una chiamata da un dirigente della Sergeni in cui mi ha chiesto di recarmi per qualche giorno presso un altro loro cliente per aiutare un collega che aveva bisogno di aiuto per realizzare un programma particolarmente complesso. Il primo problema che ho dovuto affrontare è stato quello di assentarmi dal cliente che stavo seguendo. Conoscendo la difficoltà del momento per cui non potevo chiedere ferie, ho potuto solo avvisare la mattina stessa che non mi sono presentato in ufficio, dicendo che ero a casa in malattia. Questa cosa mi ha molto infastidito perchè ritengo che non sia un comportamento da seguire per rispetto del cliente stesso e penso che sia compito della società di consulenza avvisare i clienti finali in casi critici come questi. Fortunatamente non si è mai più ripetuta questa situazione per cui non ha avuto senso iniziare qualsiasi polemica a riguardo. In ogni caso, ci tengo a raccontare quello che è successo perchè alla fine, ma solo alla fine, l'ho trovato molto divertente. Il nuovo cliente era una società chimica di Paderno Dugnano ed il collega mi ha avvisato subito che il programma da sviluppare aveva delle caratteristiche particolari per cui era necessario prestare molta attenzione: i calcoli da eseguire erano molto complessi, i dati da elaborare erano talmente tanti che si poteva provare solo durante la notte, era necessario fornire i risultati entro il fine settimana. Sono a conoscenza del fatto che ho fatto una serie di sbagli e che la principale causa è stata quella di aver sottovalutato troppo la situazione perchè alla fine era richiesto di applicare una formula presente su un foglio excel su un report di SAP. Così ho iniziato a scrivere il programma e la sera stessa è partita la prima esecuzione. Il giorno dopo abbiamo controllato i risultati e mi sono accorto di aver sbagliato la formula. Il test era abbastanza semplice da eseguire: il foglio excel di riferimento che mi avevano mostrato conteneva tutti i dati da elaborare e i risultati da ottenere, quindi semplicemente i valori che avrei dovuto ottenere erano gli stessi di quelli presenti su questo foglio excel. Il secondo giorno ero da solo presso il cliente, ho revisionato il programma ed ho corretto l'errore. La sera è partita ancora l'elaborazione ed ancora il giorno dopo i risultati non coincidevano.

A questo punto la persona di riferimento presso il cliente ha iniziato a manifestare un certo disappunto, giustamente, perchè un errore è accettabile ma bisognava assolutamente trovare una soluzione. Per sicurezza ho contattato ancora il collega di Sergeni, abbiamo rivisto insieme la formula, abbiamo analizzato il primo errore commesso ed entrambi eravamo convinti che il nuovo algoritmo fosse corretto per cui non riuscivamo a spiegarci come mai il risultato potesse essere sbagliato. Arrivati a sera e non avendo trovato nessuna soluzione da applicare, la nostra proposta è stata quella di rieseguire lo stesso programma, ma non ricordo con quale scusa abbiamo cercato di giustificare il risultato sbagliato. Il giorno dopo, ovviamente, il risultato non era cambiato. Arrivati ormai al giorno in cui tutto doveva essere pronto, la persona interna che era responsabile di quel progetto ha manifestato tutto il suo disappunto ritenendo che io fossi tanto incapace da non riuscire ad applicare una semplice formula excel su un programma ABAP e mi ha portato dal suo capo per dare una spiegazione a tutto quello che era successo. Io ovviamente ero imbarazzatissimo, soprattutto per il primo errore che avevo commesso ma anche perchè non riuscivo a trovare una spiegazione logica al fatto che i risultati tra il foglio excel e il mio programma fossero diversi. Ricordo di aver iniziato a raccontare brevemente i fatti e sono arrivato subito al punto della differenza tra i valori ottenuti. A questo punto il capo progetto si è rivolto al suo collega ed ha chiesto se il foglio excel di cui stavo parlando fosse quello che era anche in suo possesso. Alla risposta affermativa sono stato gentilmente invitato ad uscire ed andare a casa. E' successo che mentre stato sistemando la borsa per uscire, ancora confuso da tutta questa situazione, ho sentito il capo progetto urlare verso il suo collega ed a questo punto la situazione si è chiarita: il programma era corretto, la formula applicata era giusta ma i valori finali di riferimento non potevano coincidere perchè sul foglio excel erano stati modificati manualmente. Successivamente mi è stato riferito che la persona che si è arrabbiata con me non aveva ancora capito il motivo per cui il mio programma avesse prodotto dei valori diversi da quelli modificati manualmente sul foglio excel (...)

Passaggio 3.1 - 4.6

Quando la Pirelli ha dovuto affrontare il passaggio dalla versione 3.1I di SAP alla 4.6C, è stato deciso di non affidare il lavoro al mio gruppo di programmazione, in quanto non potevamo avere nessuna esperienza con la nuova versione ed è stata chiamata una società esterna. Il progetto non era andato particolarmente bene. Tra le varie osservazioni che erano state sollevate a proposito del lavoro svolto, qualcuno aveva fatto presente che l'unica attività svolta era stata quella di modificare il tipo di variabile riferito alla transazione da eseguire con il batch-input. Effettivamente non erano state cambiate le sequenza delle videate dai batch-input ma non ero in grado di confermare quali attività fossero state eseguite e soprattutto dove bisognava intervenire. La società esterna ha provveduto a mandare altri programmatori e a me è stato richiesto di aiutarli. Il mio compito è stato quello di modificare tutti i batch input relativi ai moduli SD e MM e su alcuni che erano particolarmente complessi ho avuto diverse difficoltà. La situazione era abbastanza complicata ed eravamo sommersi di chiamate a causa dei diversi malfunzionamenti. La mancanza di programmatori con l'esperienza necessaria sulla nuova release di SAP è stata la causa principale del fallimento del progetto. La situazione è tornata alla normalità solo dopo qualche settimana di lavoro intenso ma completamente scoordinato: si poteva solo correre dietro ai problemi in quanto non avevamo una minima linea di guida da seguire. Il mio ricordo a proposito di questo periodo è legato ad un episodio di cui mi vergogno ancora tantissimo. E' successo che un utente ha segnalato la mancanza di un campo in una maschera di inserimento dati di un programma custom. Io ho eseguito il programma sul mio computer e vedevo correttamente il campo che mi era stato segnalato come mancante. Ho guardato il codice del sorgente per capire se ci fossero delle regole per impedire la visualizzazione del campo in certe condizioni ma non ho trovato nulla di particolare. Ho chiesto aiuto al dipendente della Pirelli con cui collaboravo sempre in caso di problemi tecnici e anche lui era rimasto totalmente spiazzato: non sapevamo più dove sbattere la testa. Ad un certo punto ho fatto un'ipotesi veramente molto ridicola: ho detto che magari il monitor utilizzato non fosse compatibile con la nuova versione di SAP e quindi poteva pregiudicare la visualizzazione di alcuni tipi di campi di inserimento dati. Logicamente ho scatenato una risata isterica da parte del collega ma di fronte alla mancanza di piste da seguire, abbiamo deciso di prendere uno dei nostri monitor ed andare dall'utente. Arrivati sul posto, abbiamo trovato l'utente con lo schermo pronto sulla maschera di inserimento con il problema, abbiamo ancora constatato l'anomalia e abbiamo chiesto di spegnere il computer per effettuare la sostituzione del monitor. Dopo il riavvio, abbiamo chiesto all'utente di tornare al punto interessato e ci siamo accorti che la transazione indicata era quella corretta ma la maschera con il problema non era quella della schermata principale ma quella in cui si arrivava dopo aver schiacciato un determinato pulsante che non ci era stato comunicato. L'unica differenza tra le due maschere era appunto il campo che ci era stato segnalato. Questa esperienza mi ha insegnato un aspetto molto importante nel dialogo con gli utenti: la richiesta di informazioni. Spesso il programmatore sottovaluta molti aspetti che sono scontati per chi fa un lavoro simile e allo stesso modo l'utente che compie sempre le stesse operazioni con gli stessi programmi è convinto che tutti siano al corrente di tutte le particolarità del suo lavoro.

11 settembre 2001

Non posso dimenticare dove ero l'11 settembre 2001 e ricordo anche dove avrei dovuto essere: in ferie. Era martedì, in mattinata avevo preso un treno, ero stato richiamato in Pirelli perchè era successo un problema di cui era stato detto che era stato causato da me. La mia versione dei fatti è la seguente: avevo chiesto di fare un weekend lungo, quindi avevo preso ferie venerdì e lunedì per staccare un po', visto che i ritmi ogni tanto diventavano insostenibili. il giovedì prima di partire, era successo un problema con la gestione di una procedura legata alla gestione del magazzino. Era un argomento molto importante e non sono riuscito a risolvere la situazione in giornata. Dato che ero certo di aver trovato la soluzione, ho deciso di lavorare il giorno successivo ed ho chiesto di spostare le ferie ai due giorni successivi al weekend. il venerdì la situazione è stata più complicata del previsto ma alla fine della giornata era stato risolto tutto. Il test in ambiente di quality era risultato corretto. Ho lasciato ai miei colleghi solo il compito di fare un trasporto in produzione. Sabato parto tranquillo, prendo il treno convinto di riposarmi per almeno quattro giorni. Lunedì verso mezzogiorno ricevo una telefonata dalla Pirelli, la procedura su cui avevo lavorato non stava funzionando e mi hanno chiesto se avevo qualche idea su come intervenire. Dato che non avevo la possibilità di collegarmi e non avendo nessun suggerimento da fornire, non mi è rimasto altro che tornare in ufficio il giorno successivo. Martedì 11 settembre 2001, al mattino prendo il treno per tornare direttamente a Milano e arrivo in ufficio dopo pranzo. La prima persona che vedo è una mia collega che mi chiede come mai fossi tornato un giorno prima del previsto. Rispondo che sono stato richiamato urgentemente per il problema noto e lei mi risponde che era stato tutto risolto con il trasporto che avevo lasciato detto di fare. Subito dopo sono iniziate ad arrivare le notizie delle Torri Gemelle per cui il fatto che non riuscivo a capire il motivo per cui nessuno si era sentito in dovere di avvisarmi era passato in secondo piano. Probabilmente era legato al fatto che nessuno si è preso la responsabilità di ammettere che non era stato fatto il trasporto in produzione secondo le mie direttive ma anche questo non poteva essere preso in considerazione dato che giustamente stava accadendo qualcosa di decisamente più serio.

In conclusione, da questo episodio mi ha insegnato ad avere più fiducia in quello che faccio, ma anche a capire a quali persone posso delegare delle operazioni da eseguire nel caso in cui siano molto importanti. Un altro fatto legato a quanto è successo è stato che nel periodo successivo, è stato richiesto di sostituire tutte le persone che lavoravano con me in quanto la fiducia nei loro confronti era in continua diminuzione e questo non aiutava minimanente il lavoro del gruppo di programmazione.

Passaggio di consegne

La mia esperienza in Pirelli è terminata a fine giugno 2004 a causa della decisione del gruppo Telecom di sostituirmi, ormai ero rimasto l'unico programmatore, con sette loro dipendenti che risultavano liberi. Erano tutti ingegneri provenienti dalla loro sede di Napoli. E' stato il mio primo passaggio di consegne per cui non ero preparato. Non sapevo come comportarmi anche perchè quando ho iniziato la mia attività in Pirelli, l'unica direttiva che avevo ricevuto è stata quella di seguire le loro regole per nominare variabili e programmi. L'unica procedura che ho dovuto spiegare è stata quella per trasportare gli oggetti tra i vari ambienti in quanto era stato sviluppato un programma custom per non utilizzare la procedura standard. Il fatto che mi ha colpito maggiormente è stato quando ho iniziato a parlare delle stampanti Lexmark. Premetto che la società Pirelli mi aveva chiesto se ero interessato a seguire un corso sulla programmazione delle stampanti Lexmark per seguire meglio il processo di fatturazione su tutte le loro sedi in Europa. Io avevo accolto molto positivamente questa richiesta facendo qualche considerazione personale: in primo luogo ho letto questo invito come una grande forma di fiducia verso il mio lavoro ed inoltre ho visto la possibilità di arricchire il mio curriculum personale. Tornando al passaggio di consegne, quando ho introdotto l'argomento, visto che avevo ben sette programmatori, ho chiesto se qualcuno fosse interessato a gestire le stampanti Lexmark e quindi ad imparare il relativo linguaggio di programmazione. Sinceramente mi aspettavo che tutti avessero interesse ad imparare qualcosa di nuovo ed invece la loro risposta mi ha spiazzato completamente. Tutti si sono riufiutati di seguire il mini corso che avevo proposto perchè le direttive che avevano ricevuto erano state solo quelle di lavorare esclusivamente come programmatori ABAP. Come conseguenza di questo rifiuto, sono stati chiamati altri tre programmatori sempre dalla stessa sede di Napoli per gestire esclusivamente le stampanti Lexmark. La situazione finale è stata quella di aver lasciato il mio posto di lavoro a dieci programmatori. Nel periodo successivo, quando contattavo i miei ex colleghi Pirelli, sentivo inevitabilmente un confronto tra la situazione attuale e quella precedente e tutti mi comunicavano un notevole cambiamento nella metodologia di lavoro: prima ricevevo delle direttiva via mail o a voce e si procedeva spediti verso la soluzione, ora le analisi dovevano essere scritte secondo determinate regole e si perdeva effettivamente troppo tempo anche quando era richiesta una semplicissima modifica ad un programma. Qualche mese dopo la situazione è ancora peggiorata: la società aveva deciso di cambiare ancora sistema ed aveva delegato tutto il lavoro di manutenzione e sviluppo dei programmi ad una società straniera. Il risultato è stato che tutte le operazioni si sono inevitabilmente complicate.

Conclusione

Il mio rapporto con la società Sergeni si è interrotto nel 2002 a causa della mia richiesta di informazioni a proposito della modifica del tipo di contratto: desideravo aprire la partita Iva e volevo sapere quanto avrei potuto fatturare al giorno. La motivazione della mia richiesta era abbastanza semplice: il cliente aveva sempre difficoltà a concedermi le ferie e avevo notato che difficilmente perdevo giorni di lavoro per malattia. Avevo pensato che avrei potuto beneficiare del cambio dato che sapevo che un libero professionista guadagnava per i giorni effettivamente lavorati. Tuttavia la risposta non mi ha soddisfatto in quanto mi è stato proposto un semplice calcolo basato sul mio stipendio lordo e il numero previsto di giornate lavorative all'anno, senza nessun altro tipo di riferimento. Dato che non è stata la risposta che volevo sentirmi dare, ho presentato la mia lettera di dimissioni, ho aperto la partita Iva e ho firmato il mio primo contratto da libero professionista con la società che subappaltava il lavoro in Pirelli. Sinceramente avrei preferito continuare con la società Sergeni per riconoscenza del fatto di avermi introdotto nel mondo SAP, ma la cifra che mi ha fatto fare questo passo era quasi il doppio di quella proposta all'inizio e quindi ho pensato che non è stato minimamente corretto nemmeno il loro tipo di trattamento. In ogni caso, ho offerto la mia collaborazione per collocare le loro risorse senza chiedere nulla in cambio, come appunto segno di gratitudine nei loro confronti.


Lorenzo Conconi

Lorenzo Conconi

Diplomato in informatica nel 1989, ho sempre lavorato come analista programmatore in diversi campi. Libero professionista dal 2002, sogno di aprire la mia società personale per vendere i miei programmi su internet.


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